lunedì 1 marzo 2010
Gianluigi Toccafondo
«Quando disegnavo, prima di fare animazione, non usavo mai questi allungamenti, questo modo di elaborare l’immagine. Ho iniziato a farlo solo quando si è aggiunto il movimento. Queste deformazioni non sono mai dovute a motivi estetici evidenti su un singolo foglio di carta, ma servono per enfatizzare un movimento, per esagerare e sottolineare delle forme che nel movimento cambiano e si trasformano. Mi affascinano le deformazioni dei corpi. Che è poi quello che faceva mio padre, quando lavorava la ceramica al tornio: spesso erano più affascinanti le forme intermedie del risultato finale, perché nei passaggi intermedi apparivano delle forme strane, astratte, mentre magari il risultato finale era un semplice vaso».
Il mio omaggio a Toccafondo è un suo omaggio a Pier Paolo Pasolini Essere morti o essere vivi è la stessa cosa, un corto d'animazione realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Pasolini, parte di una serie di cortometraggi presentati al festival del cinema di Berlino, tra cui i lavori di Davide Ferrario La rabbia, e di Ciprì e Maresco Arruso.
se
«Mi piaceva l’idea di dare il senso della poesia che nasce da due righe e viene poi rielaborata in immagine. Comunque sono solo delle tracce, e il mio film è fatto appunto di questo, di elementi appena accennati, con intento assolutamente poetico e non narrativo. È un piccolo omaggio, un barlume».
In opposizione l'omaggio a Pasolini di Ciprì e Maresco, che con una scelta antiretorica e anticelebrativa sconfinano nella lettura critica dell'opera pasoliniana in generale, nelle sue straordinarie qualità intellettuali, nel suo scontro drammatico con una società troppo lenta o troppo veloce.
venerdì 19 febbraio 2010
I MET THE WALRUS
di: John Ruskin
2008
http://www.imetthewalrus.com/
Nel 1969 un fan quattordicenne dei Beatles di nome Jerry Levitan, armato di un registratore a cassetta, si introdusse nella camera d’albergo del King Edward Hotel di Toronto dove alloggiava John Lennon, per una chiacchierata.
38 anni dopo Jerry ha realizzato un cortometraggio su questa storia.
It went like this...
sabato 16 gennaio 2010
Una storia d'amore
Capitalism: a love story
di: M. Moore
2009
Di certo non si tratta di un trattato di politica economica, né nei fatti né nelle intenzioni dell'autore, che anzi incede con ironia e autoironia, verso un delicatissimo e attualissimo nodo storico: la crisi economica.
Immaginate la storia americana degli ultimi 60 anni come una tipica se non canonica storia d'amore d'altri tempi, lui, il Capitalismo e la sua innamorata, l'America: incontro, persuasione, corteggiamento, regali, unione, matrimonio, tradimento, liti, e alla fine il crack; come sia potuto accadere che il popolo americano, così fedele al concetto di capitalismo, come equivalente e garanzia di democrazia e fede- bellissima la parentesi in cui si dissacra uno degli slogan utilizzati dalla propaganda, il parallellismo tra capitalismo e cristianesimo, con una gag in cui il Gesù zeffirelliano diffonde il verbo di Wall Street - abbia, ad un certo punto, addirittura imparato il significato del termine socialismo, sia riuscito nell'impresa imprevedibile e rivoluzionaria dell'elezione presidenziale di un democratico come Barack Obama, abbia iniziato ad organizzare sit-in nelle fabbriche e proteste massicce contro i pignoramenti? Che sia l'inizio di una revisione radicale del sistema economico, del potere delle banche (presenti sopra e dietro ogni legge dello Stato) dell'utilizzo improprio, e sostanzialmente illegale del denaro pubblico? Moore passa dal compiacimento, e dalla commozione per i segnali positivi provenienti in primo luogo dal popolo americano all'invito rivolto ai suoi spettatori di unirsi a loro; alla stregua di un capo rivoluzionario, dopo molte lotte, si dichiara di fatto stanco e in fondo conscio che lotta è tale quando si fa collettiva.
Divertente, commovente, in fondo romantico.
sabato 26 dicembre 2009
TAC: CORPI, LUCI, SUONI

TAC: torce/anatomiche/computerizzate
Nel corso della storia dell'uomo, il corpo ha avuto un ruolo decisivo e peculiare nell'indagine autoreferenziale ed auto-riflessiva che ogni cultura compie su se stessa. Il prodotto artistico-intellettuale che ne deriva può essere classificato in due grossi ceppi: da una parte culture che, sviluppatesi in momenti di forte attenzione alla sfera fisica e sensoriale, legata all'egemonia/vocazione materialistica e immanente, hanno mostrato se stesse col tramite di linguaggi artistici volti all'esaltazione della materia e dei sensi, linguaggi che hanno di volta in volta esaltato la virilità, invocato le forze della natura, esorcizzato l'instabilità legata al flusso delle stagioni, del clima, ecc.; dall'altra culture che, sviluppatesi nei momenti di involuzione della sfera materialistica -momenti che occupano una parte massiccia della storia del mondo occidentale- legati alla proiezione in una sfera altra, alla costruzione di una sovrastruttura spirituale, idealistica, fortemente etica, implicano lo svilimento e la negazione del corpo, additano alla carne come peccato, e inducono, nei sempre numerosi ortodossi, al desiderio del dolore e all'umiliazione fisica.
Il corpo umiliato, represso, censurato, ma anche il corpo desiderato, spiato, svelato.
Corpo/riflesso, ora idealizzato nelle carni di una madonna, ora svilito dal martirio di un santo, quando definito dalle viscere delle fame e della malattia, quando serializzato nella mischia delle battaglie... fonte di ispirazione e metafora dell'uomo stesso, corpo/segno/matrice fa carriera e acquista una posizione manageriale sia nella sfera privata, che nella sfera pubblica: se il rapporto con il corpo è un rapporto di disambiguazione della sfera psicologica dell'individuo o del gruppo (masochismo, sadismo, castrazione, violazione, bulimia, anoressia, culturismo, travestitismo, ecc.) o di un'epoca, quali strumenti, quali segni, quali percorsi tracciare sul corpo contemporaneo?
Il corpo contemporaneo trasfigurato in immagine è un corpo di negazione di senso, un corpo “ansioso”, “creato”, plasmato da una ribellione al senso comune; le vie catodiche affollate di corpi/enigmi da decifrare; vie affollate dalla ricerca di un sempre più massiccio intervento sul proprio corpo, un intervento che corrisponde ad un'auto-trasfigurazione, o, all'opposto, ad un'ossessiva ricerca di omologazione.
Quale subscriptio attribuire al corpo/segno che si mostra muto, indefinibile?
Recuperare un contatto carnale, ricercare un trait d'union tra uomo e donna, donna e natura, sesso e amore, pubblico e privato (antitesi inasprite e diventate insanabili nella guerra dei generi dell'epoca dei bipolarismi), diventa urgente e possibile solo a partire da una lucida analisi, da una plastica consapevolezza, da una sintetica rivisitazione della propria epoca, delle sue viscere, delle sue ossa, dei muscoli, luci e ombre, sottoposte alla impietosa radiografia e alla schietta retroilluminazione; insegne luminose che, in questo caso, non hanno nulla da vendere, semmai da suggerire, insieme alle argute intuizioni dello spettatore, da sussurrare quanto c'è di straordinario nei colori e nelle forme delle nostre esistenze, complicità, diversità e tristezze.
giovedì 10 dicembre 2009
Il mestiere del cinema e il cinema di mestiere.
martedì 8 dicembre 2009
FUORI TRACCIA
martedì 10 novembre 2009
L'altra faccia del Rinascimento
di Florestano Vancini
Italia 2005
...E ridendo l'uccise, ultima fatica, testamento di Florestano Vancini (morto a Roma nel 2008) è un film eccellente che pone un sigillo definitivo al carattere e alla storia dell'autore e della sua opera: l'interesse per la storia, l'amore per la sua città, Ferrara, la vocazione didattica, la riscoperta e la diffusione della cultura e dell'identità italiana, caratterizzato da una minuziosa ricerca storica - ambientato a Ferrara all'inizio del 500 - costruita sui dettagli, e potenziata dalla traspirante passione dell'autore per la materia trattata; la definizione dell'ambiente sociale e culturale è tutt'altro che retorica, e non prevalentemente estetica come spesso avviene nei film di costume, ma si alimenta della straordinaria cultura dell'autore e dei suoi collaboratori: il film è una perla di riflessi, arte, musica (Ennio Morricone), letteratura (in particolare riferimenti ed estratti da Ariosto, Matteo Bandello, Antonio Cammelli), linguaggio, costumi, società.
La pellicola procede sul filo delle vicende della corte ferrarese degli Este, e delle lotte intestine per il potere tra i quattro figli di Ercole in seguito alla sua morte; sulla materia ufficiale del film si insinuano molteplici fattori che contribuiscono a generare sullo spettatore una visione d'insieme sul microcosmo rappresentato, in un continuo scambio di battute tra la corte e il popolo, in un continuo passaggio di ambientazione, di registri linguistici, scambio costruito appunto come discorso dialettico con tanto di arbitro: il buffone Moschino (un bravissimo Manlio Dovì), coinvolto suo malgrado nei tentativi di conquista del potere da parte dei due congiuranti Giulio (figlio illegittimo di Ercole) e Ferrante ai danni del duca Alfonso (un libertino, assoggettato al forte carisma della moglie Lucrezia Borgia) e del futuro Cardinale Ippolito.
Straordinaio l'epigolo del film, anche in questo caso frutto dell'ispirazione letteraria di Vancini, tratto da una novella del Bandello, autore di numerosi scritti in cui si descrivono usi e scherzi utilizzati dai buffoni per intrattenre i loro padroni. E su questi versi si chiude il film:nel transito con lui un pezzo rise,
di poi scherzando e ridendo l'uccise.
Così Vancini smascherava il Risorgimento in Bronte, denunciava gli ignavi in La lunga notte del '43, rileggeva lucidamente l'episodio dell'uccisione di Matteotti in Il delitto Matteotti, sempre toccando i nervi scoperti della storia d'Italia, che ancora una volta rimane omertosa.
Da vedere, recuperare, diffondere.
martedì 29 settembre 2009
artecinema

Artecinema14° festival internazionale di film sull'arte contemporanea
La 14ma edizione di Artecinema, Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea curato da Laura Trisorio, si terrà a Napoli dal 15 al 18 ottobre 2009, nel centralissimo Teatro Augusteo (1400 posti).
Ad ingresso gratuito, Artecinema è il primo festival del genere in Italia e rappresenta un appuntamento insostituibile dal 1996; riconosciuto a livello internazionale per il suo alto valore culturale e didattico, si avvale del sostegno di istituzioni pubbliche e sponsor privati.
Nelle tre sezioni del festival – Arte e Dintorni, Architettura, Fotografia – vengono mostrati documentari sugli artisti, gli architetti e i fotografi più interessanti della scena contemporanea con proiezioni dalle 17 alle 24 (senza repliche) intervallate da incontri e dibattiti con registi, artisti e produttori.
La manifestazione è inserita nel percorso di avvicinamento al Forum delle Culture 2013 e dedica al tema del Forum – Lo sviluppo sostenibile – molti dei film in programma.
I temi dell’identità culturale, del nomadismo, dell’emigrazione, della contaminazione, affrontati da artisti quali Cindy Sherman, Kimsooja, Doris Salcedo, William Kentridge, Alfredo Jaar, sono questioni cruciali per il futuro dei popoli nell'ottica di una crescita culturale "sostenibile", così come è fondamentale la questione dell’ambiente e dell’ architettura ecocompatibile, come ci insegna Nader Khalili in Designing with Nature.
In anteprima europea sarà presentato Compassion:William Kentridge, Carrie Mae Weems, Doris Salcedo, della serie Art 21 dell’emittente televisiva PBS.
In prima nazionale sarà presentato il film di Chiara Clemente Our City Dreams che vede protagonisteNancy Spero, Marina Abramovic, Kiki Smith, Ghada Amer e Swoon, artiste molto diverse per generazione, stile e cultura.
Grande attesa per il film Chew the fat diretto da Rirkrit Tiravanija una conversazione a più voci con alcuni tra i più noti artisti del momento: Andrea Zittel, Angela Bulloch, Carsten Hoeller, Dominique Gonzalez-Foerster, Douglas Gordon, Elizabeth Peyton, Jorge Pardo, Liam Gillick, Maurizio Cattelan, Philippe Parreno, Pierre Huyghe, Tobias Rehberger.
Nella sezione fotografia sarà presentato il film Visual Acoustic: The Modernism of Julius Shulman, tributo a uno dei più noti fotografi d’architettura al mondo, scomparso di recente ed un filmato su Mimmo Jodice.
Sono in programma, inoltre, documentari sugli artisti Jörg Immendorff, Anish Kapoor, Sam Francis, Tony Cragg, Alexander Calder, Richard Serra, Spencer Tunick, Felice Varini, Jenny Holzer, Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla; sugli architetti Peter Eisenman, Zaha Hadid, Steven Holl.
Per tutti i filmati in lingua originale è prevista la traduzione simultanea in cuffia.
Il programma definitivo verrà pubblicato sul sito www.artecinema.com.
14°Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea
15, 16, 17, 18 ottobre 2009, Ore 17/24
Teatro Augusteo
Piazzetta Augusteo Napoli
Ingresso alle proiezioni: gratuito
Lingua Originale/traduzioni simultanee
www.artecinema.com
Informazioni generali:
Associazione Culturale Trisorio
Riviera di Chiaia 215
80121 Napoli
Tel/fax +39 081 414306
martedì 22 settembre 2009
The age of stupid
di: Franny Armstrong
Gran Bretagna, 2009
Sarà sugli schermi internazionali da martedì 22 in occasione dell'incontro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il documentario The age of stupid di Franny Armstrong.
Il documentario è costruito sulla sconcertante evidenza che "non ci siamo salvati quando potevamo" non abbiamo guardato al futuro, correggendo il processo di manipolazione e stravolgimento del pianeta, del cambiamento climatico, del riscaldamento globale. La questione è affrontata mediante un punto di vista temporale capovolto, la "mostrazione" di un futuro prossimo catastrofico ancora evitabile. L'esperimento, salutato come l'evento cinematografico del decennio, si basa sull'interpolazione tra documentario e genere fantascientifico, e quindi tra etica e cinema:
☛l'evento mira a diventare la premiere più vista della storia del cinema grazie alla tecnologia satellitare che permette nei cinema predisposti, di trasmettere in alta definizione qualsiasi contenuto multimediale in contemporanea. Questo aspetto, che consente di risparmiare sulla produzione delle pellicole e sulla loro distribuzione, abbatte notevolmente le emissioni di Co2, un risultato già ottenuto nei 3 anni di produzione del film: i 105 membri della crew hanno consumato quello che 8 cittadini britannici o 4 americani consumano in un solo anno. La premiere mondiale consumerà appena l'1% di emissioni rispetto ad un normale evento di promozione globale di un film. (mymovies)
www.ageofstupid.net
http://www.wwf.it
Abbiate Guazzone (Va)- Nuovo- P.zza Unità d’Italia 1
Agnosine (Bs)- Giovanni Paolo II- Via G. Marconi 43
Genova - Cineplex porto antico- Magazzino del cotone
Frascati (Rm)- Politeama- Largo Panizza 5
Lioni (av)- Nuovo- Via Nittoli snc
Mantova - Cinecity Mantova- P.le Beccaria 5
Rimini - Tiberio- V.le Tiberio 69
Roma - Nuovo cinema Aquila-Via l’Aquila 68
Rozzano (Mi) - Medusa multi cinema-Via S. Pertini 30
Sanremo- Ariston-Via Matteotti
venerdì 18 settembre 2009
vuoi sapere come va a finire?
...segnalando un "simpatico" sito (e relativo libro) in cui, con dissacrante ironia, vengono smantellati in 2 secondi finali e sensi ultimi dei film, in pratica tutto ciò che nella maggior parte dei film "illusionistici" ci tiene attaccati alla poltrona col fiato sospeso.
Personalmente non ricordo mai le anticipazioni che leggo, le indiscrezioni che ascolto, e quando le ricordo, quella memoria si auto-cataloga in un archivio troppo vasto e disordinato per poter essere consultato. Un archivio costruito sulla base di informazioni troppo astratte per poter contaminare l'innocenza della visione concerta. "Spoilerate" quanto volete, ma non riuscirete a rovinarmi il gusto di arrivare fino alla fine del film, nè la speranza che potesse finire diversamente.
-http://www.spoilerin.com/sp/
